Insegnare italiano in Messico: l’esperienza di Lucia

insegnare italiano in Messico

Insegnare italiano in Messico, Lucia l’ha fatto e ci racconta in questa intervista la sua esperienza, con consigli su come affrontarla e sui luoghi da non perdere in Messico!

Continuando con la buona tradizione dei “Viaggi & Racconti“, la rubrica dove scopriamo insieme le esperienze di giovani italiani all’estero, oggi è il turno di Lucia, mia cara amica e collega che ha acconsentito a raccontarmi una delle sue storie!

Lucia oggi vive (come il sottoscritto) nella umida ma sempre verde Irlanda, a Dublino per la precisione, ma prima di arrivare in questo piovoso angolo di mondo ha avuto modo di vivere parecchie avventure intorno al mondo.

Lucia infatti è una miniera di racconti e storie, tanto che ho avuto molte indecisioni su quale viaggio ed esperienza concentrarmi per questa intervista.

Sta di fatto che ho deciso di approfondire con lei forse una delle sue esperienze più importanti, che l’ha vista in Messico ad insegnare italiano a stranieri per un anno e mezzo.

Se volete scoprire altre esperienze vissute da ragazzi italiani che hanno deciso di prendere e partire, potete leggere del viaggio in solitaria di Roberta lungo il Cammino di Santiago, oppure dello stage che Matteo ha intrapreso a Lipsia grazie al programma Erasmus +.

Ma bando alle ciance e facciamo parlare la protagonista di questo post che ci racconterà del Messico e della sua esperienza.

Insegnare italiano in Messico: la storia di Lucia

Iniziamo con la domanda impossibile da non fare: come ci sei arrivata ad insegnare italiano in Messico?

Praticamente stavo frequentando un corso di spagnolo all’università (l’Università degli Studi di Udine) e volevo provare ad intraprendere un’esperienza all’estero al di fuori dei confini europei dopo aver finito la magistrale.

Guardandomi intorno ho scoperto un’associazione di studenti che organizzava corsi di lingua italiana all’estero.

Ho fatto un’application e mi hanno presa, prima come volontaria a Santiago de Querétaro vicino a città del Messico (dove hanno ucciso Massimiliano d’Asburgo) per due mesi, e poi sono andata a Città del Messico dove ho seguito un corso di spagnolo per 3 mesi alla UNAM, l’Università Nazionale Autonoma del Messico, l’università più grande del Paese e una delle cose più belle che abbia mai visto in giro per il mondo!

Durante il volontariato mi sono messa a cercare, sempre tramite l’associazione studentesca, la possibilità di intraprendere un stage a lungo termine e l’ho trovato a Villahermosa dove ho vissuto per un anno insegnando italiano e tedesco.

Biblioteca UNAM Città del Messico

La Biblioteca Nazionale dell’UNAM. Picture by Alejandro

Prima di partire come ti sei preparata? Di cosa ha bisogno un ragazzo/a che vuole partire per il Messico dal punto di vista psicologico ed emotivo?

Intanto capacità d’adattamento super sviluppata ed essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione!

E’ un altro mondo, con una cultura, modo di pensare e clima totalmente all’opposto di quello italiano.

Partire con l’idea che si starà su un altro pianeta.

Dico sempre che la gente vuole andare su Marte per scoprire mondi nuovi, quando basterebbe andare a vivere su un altro continente!

Altra abilità necessaria è quella di essere indipendenti e in grado di risolvere qualsiasi situazione in modo autonomo, soprattutto perché quando si parte per questi paesi non c’è nessuno che ti aiuta e, come dico io, te la devi smenare da te.

Un consiglio per chi vuole partire ed insegnare italiano all’estero ma non sa a chi chiedere e su chi appoggiarsi?

Se avete voglia di intraprendere questa esperienza allora chiedete sempre alla vostra università, di solito ogni facoltà ha i suoi programmi per andare all’estero ad insegnare come assistente di italiano, soprattutto in Europa.

Oppure potete cercare associazioni di studenti che organizzano questo tipo di volontariato, come nel mio caso. Molto dipende da dove si vuole andare.

Che mi dici del primo impatto che hai avuto con la realtà messicana?

Come se fossi arrivata su un altro pianeta… c’è poco da dire!

L’impatto è stato positivo per quanto riguarda l’accoglienza dei messicani, sono molto caldi e accoglienti.

Per un primo momento ho vissuto in famiglia e mi hanno mostrato la città e spiegato diverse cose sul loro modo di vivere.

La parte negativa è la povertà evidente, anche in zone delle città dove non te lo aspetteresti, come i centri storici.

Una povertà non europea, ma quella proprio al limite dell’umano.

Monumenti da visitare Città del Messico

A pochi km da Città del Messico… uno spettacolo stupendo!

Qual è stata l’esperienza più felice dell’insegnare italiano in Messico?

La gratitudine degli alunni!

Vedere che le persone sono contente di venire a lezione non solo per imparare ma anche per scambiarsi idee e conoscere nuove culture.

Molti venivano solo per parlare con me (a volte mi sentivo più psicologa che maestra)!

E quella peggiore?

L’interfacciarsi con il sistema didattico messicano!

A livello didattico la scuola messicana non li prepara ad essere persone critiche, sono semplicemente contenitori da riempire. Scusami se può sembrare un’immagine forte ma è così!

La consiglieresti questo tipo di esperienza a chi ha le basi e vuole partire?

Se è una persona che ha già vissuto all’estero e si è messa alla prova con esperienze di questo tipo anche in giro per l’Europa, sì!

Se invece si tratta di una persona alla prima esperienza fuori casa, no! Perché è davvero tosta!

E dal punto di vista economico? Servono grandi fondi per affrontare un viaggio simile?

Per prima cosa devi pagarti il viaggio e il visto, non sono rimborsate queste spese. In più consiglio di farsi una buona assicurazione medica.

Si parte da una base di 1500 Euro, diciamo…

Un’ultima cosa: lì ti pagheranno con uno stipendio messicano, quindi bisogna sapersi giostrare con somme di denaro non negli standard europei.

 

musei più strani del mondo

La particolare silhouette del Museo Soumaya

Il Messico è fantastico e in un anno e mezzo penso tu abbia avuto abbastanza tempo per visitarlo. Quali sono i 3 posti più belli in cui sei stata?

Terzo posto Tulum!

Tulum, il sito archeologico (uno dei più belli del Messico) e la sua spiaggia sono fantastici! Assolutamente da vedere!

Secondo posto Oaxaca, una città nel Sud del Messico dove si può vedere il vero volto del Messico. Da visitare assolutamente durante il Dia de los muertos, il 2 Novembre.

Il primo posto va ad un luogo non proprio “bello” ma che mi è rimasto nel cuore: il campus della UNAM.

Qui si può visitare la Biblioteca Centrale che è patrimonio dell’UNESCO con il sui magnifici mosaici che raffigurano al storia del Messico nei secoli.

Inoltre il Campus è stupendo! E’ enorme e pieno di studenti diversi.

L’università è pubblica ed è la migliore del Messico, nel Campus si trovano tantissimi musei ed è talmente grande che ci si sposta in bus al suo interno. C’è perfino uno stadio!

Qual è il periodo migliore per visitare il Messico secondo te?

Dipende dove vai!

In Messico ci sono diverse regioni climatiche: sulla costa caraibica conviene andare prima di Pasqua, anche perché verso aprile è pieno di gente.

 

siti Maya da visitare in Messico

Tulum

Un piatto tipico da provare?

Ad Oaxaca ho mangiato grilli, sono molto apprezzati ma personalmente non ne capisco il motivo: sanno solo di sale.

Insetti a parte consiglio il Pozole, piatto nazionale del Messico. E’ in pratica un brodo con chicchi di mais bianco e carne.

Ultime tre domande: tre cose da visitare a Città del Messico?

Ok, oltre all’UNAM bisogna andare assolutamente alle Piramidi di Teotihuacan, il Museo Soumaya che custodisce la collezione privata della moglie di Carlos Lima, l’uomo più ricco del Messico.

Infine ti posso consigliare la casa museo di Frida Kahlo, uno dei musei assolutamente da non perdere in giro per il mondo.

Una cosa importante prima di finire la devo dire: se andate in giro per Città del Messico non andate senza essere accompagnati da un messicano di cui vi fidate.

Città del Messico può essere terribile nei confronti di un europeo non preparato e da solo…

Ok, grazie del consiglio. Visto che sono solito chiudere le interviste con un libro, un film o una canzone associate al posto visitato, cosa ci consigli?

Ok, un libro dal quale è stato tratto un film: “Come acqua per il cioccolato” di Alfonso Arau!

Grazie mille Lucia!

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