Vivere a Parigi dopo gli attentati: il racconto di Lucie

Vivere a Parigi dopo gli attentati
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Vivere a Parigi dopo gli attentati: scopriamo dal racconto di Lucie, una ragazza che nella capitale francese vive, come è cambiata la città dopo i diversi attentati che hanno sconvolto l’Europa.

L’argomento di questo articolo si allontana leggermente (ma neanche troppo) dalle solite tematiche.

Dal gennaio 2015, l’Europa è diventata teatro di una serie di feroci attentati che hanno colpito Francia, Belgio, Germani e Inghilterra.

Questa strategia del terrore ha colpito ogni cittadino europeo, proprio perché è andata ad intaccare l’inconscia sicurezza nella quale tutti noi viviamo.

Quanti di noi hanno passato un weekend a Berlino? Visitato Parigi con la propria dolce metàassistito ad un concerto a Londra?

In tanti! Soprattutto ora che i paesi europei sono così vicini tra loro!

Ecco perché sentire di attacchi terroristici nel cuore dell’Europa ci ha spiazzato, un po’ come successe negli USA dopo l’11 settembre.

Tuttavia penso che non possiamo vivere in questa sorta di terrore, in questa gabbia nella quali ideologie senza anima ci vogliono rinchiudere.

Per questo motivo per la rubrica Viaggi & Racconti (dove tratto di esperienze di giovani italiani all’estero come quella di Matteo che ha studiato a Lipsia oppure Valentina che ha intrapreso l’esperienza del Volontariato Europeo a Dublino).

Stavolta porto la storia di Lucie, una ragazza di 21 anni nata a Parigi, cresciuta in Sardegna e trasferitasi a Parigi da più di 2 anni e che si trova ora a Dublino per uno stage (che l’ha portata ad essere mia collega).

Lucie si è trasferita da Olbia, dove ha vissuto gran parte della sua vita, a Parigi proprio nel 2015 e ho voluto capire dalla sua storia, come sia cambiato il modo di vivere a Parigi dopo gli attentati, non solo dal punto di vista del quotidiano, ma anche turistico.

visitare Parigi dopo attentati

Vivere a Parigi dopo gli attentati: come è cambiata la città?

Allora Lucie, per iniziare ti chiedo cosa ami più di tutto di Parigi?

Amo le possibilità che Parigi offre agli studenti!

Sin da quando mi sono trasferita ho potuto scoprire quanto la capitale francese sia una città perfetta per chi vive studiando: tutti i musei sono gratuiti per tutti i cittadini europei under 25, i teatri offrono riduzioni parziali o complete agli studenti e ci sono tantissimi collegamenti tra mondo accademico e quello del lavoro.

Parigi è una città dove è possibile conoscere tante persone ed aprirsi tante e diverse strade.

E per quanto riguarda la qualità della vita?

A Parigi si vive bene, sempre tenendo a mente che si tratta di una capitale europea.

Il problema principale, come molti immagineranno, è il costo della vita: Parigi è carissima!

Il vero problema di Parigi sono gli affitti e gli appartamenti.

I prezzi sono esorbitanti anche per monolocali.

Io ho vissuto 3 mesi in 10 mq, pagando 550€ al mese con bagno esterno.

Come è cambiato il modo di vivere a Parigi dopo gli attentati? Che atmosfera si respira oggi?

Premetto che mi sono trasferita a Parigi subito dopo gli attentati al Charlie Hebdo, mi sono ritrovata in una città in stato d’urgenza e ho vissuto sulla mia pelle l’attentato del novembre 2015 al Bataclan.

Oggi la soglia di allerta è massima.

Il giorno dopo l’attentato del 13 novembre la città era vuota, una città fantasma.

Non l’avevo mai vista cosi’, soprattutto di sabato!

Ogni ora venivano emessi bollettini, i telegiornali parlavano delle vittime ed è stato molto duro.

Ho vissuto in modo indiretto la tragedia: un mio conoscente ha perso la sorella negli attentati del 13 novembre.

Solo dopo una settimana la situazione è tornata apparentemente alla normalità.

E sul lungo periodo come ha reagito la città?

Dopo 3 mesi la situazione è tornata alla normalità, ma di certo gli altri attentati avvenuti in Francia e in Europa non hanno aiutato Parigi a riprendersi.

L’ultimo attentato parigino è stato ad aprile, sugli Champs-Elysees, e la gente non vive più con tranquillità.

Questo si percepisce dalle piccole cose.

Per esempio basta una borsa incustodita su di un bus a mandare in tilt l’intera città!

Oppure quando si sente un botto neanche troppo forte la gente entra in panico.

Basta un bambino che fa scoppiare un petardo a creare brutte situazioni

Secondo te quindi gli abitanti di Parigi non sono riusciti ad assorbire l’urto di queste vicende?

Non del tutto, e forse mai riusciranno.

Anche perché ogni 3 mesi si verifica qualcosa che riporta alle menti quei momenti di panico.

I giovani non dimenticano ma tendono a tornare ad avere i loro stili di vita. Tuttavia le cicatrici nel tessuto cittadino sono evidenti.

Si sta creando un forte sentimento di astio e ciò è evidente con le ultime elezioni.

Anche se Marine Le Pen non ha vinto ha preso un sacco di voti, soprattutto a Parigi.

Di solito questi partiti ottengono consenso nelle comunità rurali e non nelle grandi città.

Non è stato cosi’ a Parigi, anzi in tutta la Francia!

Questo stato di allerta continuo porta diffidenza; per esempio ora i datori di lavoro possono vietare di indossare il velo negli uffici e sono legittimati a licenziare chi non segue questa regola.

Come è cambiato il turismo a Parigi dopo gli attentati?

Ovviamente c’è stato un crollo dei turisti anche se non enorme a Parigi dopo gli attentati.

Nonostante i diversi attentati Parigi è sempre Parigi: la capacità di ripresa turistica di questa città è incredibile, anche se la paura tra i visitatori c’è.

Secondo me i più spaventati sono gli europei, mentre chi viene dal Nord America sembra più tranquillo.

E tu come la percepisci come città ora, sicura oppure no?

La paura ora c’è sempre ed è impossibili essere tranquilli al 100%.

Io posso dirti che la vivo abbastanza bene, perché non c’è altro modo per viverle queste situazioni.

Non si può vivere ed essere limitati dal terrore!

intervista su attentati Parigi

Da persona che vive Parigi, puoi consigliarmi un luogo da visitare che non sia inflazionato?

Guarda, a me piace tantissimo il quartiere del Marais, il quartiere ebraico di Parigi.

E’ davvero molto bello, è uno dei luoghi che amo di più di Parigi.

Le sue vie strette sono davvero caratteristiche e cariche di magia.

Invece un’esperienza che consigli di fare a Parigi?

Parigi ha tanto da offrire, a volte forse troppo.

Io posso consigliare di visitare la città a piedi e di “perdersi” per le strade parigini.

Anche camminare sul lungosenna è bellissimo. 

E’ una delle cose che amo fare!

Poi ti direi anche del Bateaux Mouches, ma se non si amano le esperienze troppo inflazionate non te lo consiglio, anche se in ogni caso è una delle cose da fare a Parigi.

Che consiglio daresti ad una persona che sta per partire per Parigi?

Umh, ok… non dare per scontati i dintorni della città!

Non focalizzatevi solo su Parigi, ma esploratene i dintorni.

Soprattutto visitate Versailles se potete!

I giardini di Versailles sono bellissimi una delle cose più belle di Parigi da visitare.

Grazie per questa veloce chiacchierata.

visitare i giardini di Versailles

Prima di salutarti vorrei chiederti una canzone, un libro o un film che ti fa pensare a Parigi…

Lo so che può essere un po’ inflazionata però ogni volta che penso a Parigi mi viene in mente “Tu me fais tourner la tête” di Edith Piaf.

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