Erasmus Plus in Francia

Scopriamo insieme la storia di Alessandra e del suo Erasmus Plus in Francia che l’ha portata a vivere un’esperienza incredibile a Metz.

Cosa succede quando la voglia di andare e guardare oltre ti assale?

Quando ti senti ormai stretto il tuo mondo e sei curioso di conoscere altri luoghi?

Semplice, prendi e vai!

Un po’ come ha fatto la mia amica Alessandra quando ha preso parte al progetto Erasmus Plus in Francia.

Ovviamente non è facile prendere e partire anche per un breve periodo, e spero che la sua storia sia di incoraggiamento per altri.

Per questo le ho chiesto, quasi tartassandola, di rispondere a qualche mia domanda.

La sua storia è finita nella nostra rubrica  “Viaggi & Racconti”, che ci porta in giro per l’Europa grazie alle storie di tanti ragazzi e ragazze che hanno preso tutto e hanno guardato oltre; per esempio come Matteo e il suo stage a Lipsia, o come Lucia che vivendo tra Irlanda e Inghilterra si porta sempre la sua terra nel cuore.

Quindi bando alle ciance…

Scopriamo l’esperienza di Alessandra e del suo Erasmus Plus in Francia!

Cosa ti ha spinto a partire, e perché hai scelto il progetto Erasmus +?

Non c’è stato qualcosa in particolare che mi abbia spinto a partire, è stato un po’ come quelle cose che fai senza pensarci troppo, come un flash, un’idea improvvisa.

L’idea di partecipare al progetto Erasmus mi era venuta in mente sin dal primo anno di Giurisprudenza a Lecce.

Diciamo che a Lecce avevo creato il mio piccolo nido, i miei amici, la mia casa, il mio ragazzo, la mia routine.

Credo che ognuno, finché sta bene nella propria quotidianità, non decide facilmente di lasciare tutto e a partire, sebbene per un breve periodo.

6 mesi, in verità, possono essere un breve o anche un lungo periodo sotto altri punti di vista.

In ogni caso al terzo anno di Giurisprudenza qualcosa è cambiato, iniziavo a sentirmi stretta in quella città.

Per molti dei miei amici andava bene così, ma io sentivo il bisogno di evadere per un po’, di incontrare nuove persone e di ricevere nuovi stimoli esterni ed è questo che mi ha fatto pensare al progetto Erasmus.

Come ti sei organizzata prima di partire? Qualcuno ti ha aiutata nell’affrontare questa esperienza? 

Quando ho saputo di aver vinto una borsa di studio Erasmus, ho subito preso i contatti delle ragazze che sarebbero dovute partire con me per la stessa destinazione: Metz, Francia.

Partiamo dal presupposto che, quando si ha a che fare con la burocrazia, non è mai buona cosa!!!

In particolare, poi, per la facoltà di Giurisprudenza è prevista una procedura più complessa per la richiesta degli esami da sostenere all’estero.

È necessario chiedere una specifica un’autorizzazione al professore dell’esame che si è scelto e se questo non dovesse ritenere idoneo allora si può dire addio ai sogni di gloria.

In tutta questa fase organizzativa, l’ufficio Erasmus avrebbe dovuto seguirci in tutto.

Una tutor avrebbe dovuto essere a nostra disposizione, ma di fatto così non è stato.

Abbiamo fatto per lo più tutto da sole, aiutandoci per lo più tramite i consigli delle ragazze che c’erano già state negli anni precedenti.

Perché hai scelto la Francia e cosa ti ha attirato di Metz?

Anche per questa domanda non c’è una risposta immediata e precisa.

Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa che mi legasse a quel Paese, una questione di cultura, di atmosfera, non so dire esattamente cos’è.

L’anno prima, inoltre, ero stata a Parigi per una vacanza di pochi giorni con delle amiche e mi era rimasta nel cuore.

Insomma sentivo che la Francia mi avrebbe dato ciò che stavo cercando in quel momento per questo ho scelto di intraprendere il mio Erasmus Plus in Francia.

Parlaci ora di Metz; Puoi descriverla con tre aggettivi?

Affascinante, tranquilla e raccolta.

Cosa ti è rimasto impresso del luogo dove hai vissuto?

A mio parere a Metz si vive bene.

Se ciò che state cercando è una città movimentata, molto attiva, beh forse vi conviene guardare altrove!

Metz, così come l’ho descritta in tre aggettivi, è fondamentalmente una città tranquilla, raccolta, riesci a muoverti a piedi facilmente, ma dall’altro lato è una città molto affascinante a livello architettonico e paesaggistico.

Per me è stata l’ideale.

Me ne sono innamorata sin da subito!

Ricordo che ogni sabato usavo andare al mercato di strada con una mia amica e ci facevamo un giro di degustazione!

Era l’unico posto in cui si poteva mangiare bene e spendere poco.

Anche per questo mi piaceva Metz, perché essendo una città non troppo grande, si respirava l’atmosfera che a volte si respira nei paesotti, quella dei mercati, le fiere, delle tradizioni.

Tutti i miei ricordi più belli sono soprattutto legati al gruppo di amici che si era creato lì con gli altri ragazzi Erasmus e al campus.

Il campus era fantastico, circondato dal fiume e dagli alberi.

Con l’arrivo della primavera alcuni di noi hanno noleggiato una bici per un mese e le usavamo per andare in giro ad esplorare la città.

In uno di questi tour lungo il fiume, la Mosella, un pescatore ci ha regalato un pesce enorme!

Insomma Metz per me era un po’ questo: una quotidianità fatta di avventure, di persone fantastiche e di allegria.

E poi è lì che ho conosciuto la persona che fa tuttora parte della mia vita e di questo non posso che essere contenta!

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Le placide rive della Mosella durante l’autunno. Picture by Tjarko Busink

Dal punto di vista turistico cosa veramente vale la pena vedere a Metz e qual è il periodo migliore per visitarla?

Secondo me il periodo migliore per visitarla è la primavera, quando tutto è in fiore e non essendo una città molto grande, io direi che tre/ quattro giorni sono sufficienti.

Però trovandosi in una posizione strategica, da lì si potrebbe raggiungere facilmente Strasburgo, Bruxelles, Lussemburgo e anche Parigi!

Sicuramente nella lista delle cose da vedere a Metz bisognerà includere le Temple Neuf, ossia il Tempio Nuovo, un tempio protestante che si trova praticamente immerso nel fiume e che dà l’idea di un castello, il Plan d’Eau, che significa distesa d’acqua ed è un parco favoloso in cui il fiume si chiude a lago, al momento del tramonto è luogo spettacolare!!

Poi suggerirei la Cattedrale in stile gotico, altro gioiello della città, les portes des Allemands e per gli amanti dell’arte moderna le Centre Pompidou.

Poi non tralascerei una passeggiata attorno alle varie piazze e alle stradine per avere un’idea completa della città.

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La stupenda cornice del Plan D’Eau. Picture by CD photographie.

Davvero un sacco di cose da vedere; penso quindi che consiglieresti la visita di Metz …

Certo che la consiglierei ma, come ho detto prima, da turista non mi fermerei lì per più di una settimana massimo; 4 giorni sono sufficienti.

Tra tutti qual è il luogo che più ti è rimasto impresso?

E’ senza dubbio il Temple Neuf che in realtà non è tanto un luogo da visitare, quanto da ammirare.

Io avevo la fortuna di passarci spesso in quanto era di passaggio dal campus al centro.

A mio parere è un luogo magico soprattutto per la sua posizione, in mezzo al fiume su questa piattaforma che si chiude simmetricamente a rombo da un lato e dall’altro.

Insomma visto dal ponte di fronte è uno spettacolo.

Ma anche il Plan d’Eau non è da meno, incantevole ed oltretutto molto vicino al Temple Neuf.

Vi lascio una foto del tempio perché dalla mia descrizione sicuramente non rende!

Erasmus Plus in Francia: il racconto di Alessandra a Metz

Quali sono le specialità di Metz che consiglieresti ad un possibile visitatore?

Sicuramente la quiche lorraine, tipica della regione!

È un tortino  salato fatto di uova, pancetta e formaggio.

Non posso fare a meno di citare le crepes sia dolci ma anche e soprattutto salate.

Le fanno in tutti i modi e a Metz ci sono due creperie che ho frequentato che sono deliziose.

In alternativa la croque monsieur, che noi italiani definiremmo brutalmente come un toast.

In effetti si tratta di quello, ma esteriormente è ricoperto di formaggio e quindi è molto più gustoso di un semplice toast.

Mi viene in mente anche la raclette, il formaggio da sciogliere alla griglia, io lo adoro!

Come ristorantini, invece, suggerirei “l’Assiette au Beuf” che si trova sul fiume e che si affaccia sul Temple Neuf: magico!

Il menù è fisso, ma la carne è ottima e la salsa che l’accompagna si chiama paradiso, quindi lascio solo immaginare.

Il secondo ristorante che suggerisco è “le comptoir”, dove avevo assaggiato una fettina di fegato preparata in modo impeccabile che ancora sogno la notte!

Come pub la “Comedie” indubbiamente, per l’atmosfera allegra e divertente essendo frequentato anche dai ragazzi erasmus e il “Vivian’s“, immancabile il pub irlandese 😉

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Una bella porzione di Quiche Lorraine, specialità della zona. Picture by David Lewis

Per concludere, cosa ti è rimasto dell’esperienza dell’Erasmus?

Bella domanda!

È difficile dare una risposta semplice, breve e che renda l’idea di cosa quell’esperienza mi abbia lasciato.

Personalmente l’Erasmus Plus in Francia è stata un’esperienza super positiva, oltre che naturalmente per le amicizie, tutti i meravigliosi posti visti e vissuti, i viaggi, la lingua acquisita, ma soprattutto perché, grazie all’Erasmus, io sono cambiata molto ed ho cambiato molti aspetti della mia vita.

Ho capito tante cose stando lì, che non avrei capito restando a casa, perché spesso per dare davvero valore a se stessi e seguire i propri istinti ed aspirazioni, bisogna allontanarsi dalla realtà in cui si è cresciuti, in cui si vive, che a volte ci blocca e ci inibisce senza neanche rendercene conto.

Stando lì ho dato più valore al tempo ed agli attimi che vivevo, perché sapevo che non sarebbe durato a lungo Insomma ero sempre super positiva ed ero diventata molto forte e determinata.

Uso il passato perché il problema è che quando si torna a casa, la realtà ti ripiomba tutta addosso!

LErasmus Plus in Francia mi ha lasciato un patrimonio inestimabile fatto di ricordi e persone importanti!

Vorresti dare qualche consiglio a chi sta per partire o vuole provare a fare domanda? E soprattutto quale meta consiglieresti?

La meta non è troppo importante, scegliete il posto che pensate sia più adatto a voi, anche senza averne troppa conoscenza, ma partite!

Non esitate!

Alla fine penserete soltanto che ne sarà valsa la pena!

Sono occasioni uniche, che difficilmente si ripetono!

Non posso che dire che sono una sostenitrice dell’Erasmus, come spero si sia intuito dal mio racconto, quindi riempite bene la valigia perché per sei mesi sarete altrove!

Il mio suggerimento è di non fare pause per tornare a casa, vivetela tutta d’un fiato!